Regali di Natale 2025: dieci collaborazioni luxury da non perdere

Pezzi esclusivi, spesso numerati o realizzati in edizione limitata, nati dall’incontro tra mondi diversi ma complementari. Per questo Natale abbiamo selezionato dieci collaborazioni luxury pensate come regali che vanno oltre il semplice oggetto, dando forma a progetti capaci di unire gusto, funzione, design e valore culturale.

In questo scenario, le collaborazioni diventano terreno fertile di dialogo tra il mondo del food&wine e altri universi creativi – dal design alla moda, fino all’arte – generando oggetti che raccontano un’idea di lusso, ognuna con caratteristiche differenti e identitarie.

1. Marchesi 1824 x Kartell – Panettone sotto La Coupole

La collaborazione tra Marchesi 1824 e Kartell mette in dialogo due storie profondamente radicate a Milano, appartenenti a mondi diversi ma accomunati dalla stessa idea di eccellenza: l’alta pasticceria e il design industriale. Da un lato Marchesi 1824, simbolo di una tradizione dolciaria che attraversa generazioni, dall’altro Kartell, azienda che ha ridefinito il linguaggio del design contemporaneo attraverso materiali innovativi e un’identità progettuale riconoscibile. Il panettone artigianale Marchesi 1824, realizzato dal party che Diego Crosara secondo una lavorazione attenta ai tempi di lievitazione e alla selezione delle materie prime, viene presentato sotto La Coupole, una cloche trasparente disegnata da Fabio Novembre per Kartell, caratterizzata da una forma iconica e da una forte valenza estetica.

La Coupole non nasce come semplice contenitore, ma come oggetto pensato per avere una seconda vita all’interno dello spazio domestico: una cloche da tavola che può essere riutilizzata per il servizio o come elemento decorativo, coerente con l’idea di sostenibilità e durata nel tempo. Il progetto riflette così una visione del regalo natalizio che supera il consumo immediato, spostando l’attenzione a un’idea di design e “permanenza”.

2. Camparino in Galleria x Alessi – Mixing Glass

Realizzato per celebrare i 110 anni di Camparino in Galleria, il Mixing Glass firmato Alessi nasce come omaggio alla cultura del cocktail milanese e al ruolo centrale che Camparino ha avuto, e continua ad avere, nella vita di milanesi e non. Storico luogo di incontro affacciato su Piazza Duomo, Camparino rappresenta da oltre un secolo uno spazio in cui il rito dell’aperitivo si intreccia con la storia sociale e culturale di Milano. Il progetto prende forma proprio da questa eredità, trasformando un oggetto tecnico in un elemento anche di design.

Il mixing glass è concepito per un utilizzo concreto e professionale, rispondendo alle esigenze della miscelazione contemporanea, ma al tempo stesso è pensato come oggetto da collezione, destinato a durare oltre l’occasione celebrativa. Il design, essenziale e rigoroso, riflette l’approccio progettuale di Alessi, capace di coniugare funzione e riconoscibilità senza inutili eccessi decorativi. L’incontro tra il patrimonio storico di Camparino e il linguaggio industriale di Alessi costruisce un oggetto che racconta un’idea di ritualità e continuità culturale, in cui il bere miscelato diventa parte integrante della vita e dell’identità milanese.

3. Louis XIII Cognac x J.L. Coquet – Art de la Table Collection

Louis XIII Cognac affida alla storica manifattura francese J.L. Coquet la realizzazione di due collezioni di porcellane dedicate all’Art de la Table, pensate per dialogare con l’universo del cognac e amplificarne l’experience. Il progetto nasce dall’idea di accompagnare il momento della degustazione, estendendo l’esperienza sensoriale oltre il contenuto del calice e costruendo un contesto coerente, fatto di gesti, tempi e materia. In questo senso, la porcellana diventa parte integrante del rituale, contribuendo a definire un’estetica fatta di attesa e condivisione.

Le collezioni, realizzate interamente a mano nella manifattura di Limoges, comprendono piatti, vassoi, coppette e accessori da degustazione progettati per accompagnare momenti specifici del servizio e dell’abbinamento gastronomico. Le forme essenziali e le superfici materiche, declinate in tonalità neutre e profonde, riflettono la complessità e la lentezza del cognac Louis XIII, senza mai sovrastarne la presenza. Ogni elemento è pensato come supporto silenzioso, capace di valorizzare il gesto e la concentrazione richiesti dalla degustazione.

Il progetto si inserisce in una visione del lusso che privilegia il tempo, il savoir-faire e la trasmissione, in cui l’oggetto non è decorazione ma strumento culturale. Attraverso la collaborazione con J.L. Coquet, Louis XIII estende il proprio universo narrativo al mondo della tavola, rafforzando l’idea di un lusso rituale e consapevole, dove l’esperienza non si esaurisce nel prodotto ma si costruisce nella relazione tra materia, gesto e memoria.

4. Dom Pérignon x Takashi Murakami – Vintage e Rosé

Le edizioni limitate di Dom Pérignon Vintage e Rosé, realizzate in collaborazione con Takashi Murakami, rappresentano un dialogo diretto tra grande enologia e arte contemporanea. L’intervento dell’artista giapponese, noto per il suo linguaggio iconico e riconoscibile, si traduce in una reinterpretazione visiva di bottiglie e cofanetti, che diventano veri e propri oggetti comunicativi.

La collaborazione, lanciata a partire dal Vintage 2003 e successivamente rinnovata nel tempo, ha trovato una delle sue espressioni più recenti nelle edizioni dedicate al Vintage 2013 e al Rosé, caratterizzate da packaging dai colori accesi e dall’iconico fiore sorridente di Murakami, reinterpretato secondo i codici visivi di Dom Pérignon. Le bottiglie, proposte in tirature limitate, sono accompagnate da cofanetti pensati come oggetti da collezione, in cui il gesto artistico dialoga con la ritualità dell’apertura e della degustazione.

Dal punto di vista strategico, il progetto si inserisce in una visione del lusso che supera la dimensione puramente enologica per abbracciare quella culturale. Dom Pérignon utilizza l’edizione limitata come strumento di racconto, capace di attrarre un pubblico trasversale – collezionisti, appassionati d’arte e wine lovers – e di rafforzare il posizionamento della maison come marchio capace di dialogare con i linguaggi della contemporaneità senza snaturare la propria identità. In questo senso, la collaborazione con Murakami è un’estensione coerente del racconto Dom Pérignon, dove il tempo del vino incontra il tempo dell’arte.

5. Johnnie Walker x Olivier Rousteing – The Couture Blend

The Couture Blend nasce dall’incontro tra Johnnie Walker e Olivier Rousteing, direttore creativo di Balmain, con l’obiettivo dichiarato di applicare i codici dell’alta moda al mondo degli spirits. La collaborazione si muove sul terreno dell’edizione couture, dove il prodotto è pensato come espressione di un gesto creativo preciso, costruito attorno a esclusività e riconoscibilità. Il whisky, frutto di una selezione mirata di distillati rari, diventa così parte di un progetto più ampio che mette in relazione gusto, immagine e racconto.

The Couture Blend è stato presentato come edizione ultra-limitata: solo 25 decanter numerati a livello mondiale, ciascuno dedicato a una delle sfilate iconiche di Olivier Rousteing per Balmain. Ogni pezzo è realizzato a mano e rifinito singolarmente, rafforzando l’idea di unicità e irripetibilità tipica dell’alta moda.

Dal punto di vista sensoriale, il blend nasce dalla selezione di single malt e grain whisky estremamente rari, provenienti dalle riserve più preziose di Johnnie Walker, inclusi distillati con oltre cinquant’anni di invecchiamento. Il profilo gustativo è stratificato e profondo: note di frutta matura, spezie dolci, legni antichi e sfumature affumicate si sviluppano in una progressione lenta, pensata per un’esperienza di degustazione meditativa e non immediata.

6. Rimowa x Robbe & Berking – Cocktail Case

La Cocktail Case Rimowa, realizzata in collaborazione con Robbe & Berking, mette in relazione il tema del viaggio con quello della mixology di alto livello. La valigia in alluminio, tratto distintivo dell’identità Rimowa e simbolo di mobilità contemporanea, è progettata per custodire un set da cocktail completo, pensato per un utilizzo itinerante. Il progetto riflette un’idea di ospitalità che si sposta, adattandosi a contesti diversi senza rinunciare a precisione e qualità.

All’interno, la valigia accoglie una selezione curata di strumenti professionali per la miscelazione, realizzati in argento sterling da Robbe & Berking, storica manifattura tedesca specializzata nell’argenteria di alta gamma. Shaker, jigger, mixing spoon, colino e accessori sono alloggiati in scomparti su misura, progettati per garantire stabilità e protezione durante il trasporto, trasformando l’interno in uno spazio ordinato e funzionale, quasi scenografico.

Prodotta in tiratura limitata, la Cocktail Case si colloca al confine tra oggetto da viaggio, strumento professionale e pezzo da collezione. Non è pensata per la produzione seriale né per un uso domestico tradizionale, ma come espressione di un lusso “nomade”, in cui il gesto e la ritualità della preparazione del cocktail non perdono il proprio codice formale.

7. Sant Ambroeus x Ginori 1735 – Chocolate Dove Box

Il Chocolate Dove Box nasce dalla collaborazione tra Sant Ambroeus e Ginori 1735, due realtà che condividono una lunga tradizione italiana fondata su qualità, continuità e riconoscibilità. Da un lato Sant Ambroeus, emblema di una cultura dolciaria che attraversa generazioni e luoghi, dall’altro Ginori 1735, manifattura storica della porcellana artistica, capace di coniugare sapere artigianale e linguaggio contemporaneo. Il progetto si inserisce in una visione del regalo natalizio come oggetto pensato per durare, in cui contenuto e contenitore dialogano in modo equilibrato.

La box si compone di una scatola in porcellana decorata, realizzata da Ginori 1735, che custodisce una selezione di cioccolatini artigianali firmati Sant Ambroeus, ispirati alle ricette classiche della maison. Il motivo della colomba, simbolo ricorrente nell’immaginario natalizio e della pace, viene reinterpretato con un tratto essenziale e grafico, trasformando il contenitore in un oggetto destinato a rimanere nel tempo anche oltre il momento del consumo.

Pensata come edizione speciale, la Chocolate Dove Box supera la dimensione del semplice packaging per diventare un oggetto da collezione, capace di attraversare stagioni e rituali domestici. Un progetto che riflette un’idea di lusso misurato e culturale, in cui il gesto del dono non si esaurisce nell’atto immediato ma costruisce una memoria, fatta di gusto, materia e quotidianità condivisa.

8. Coravin – Timeless Six+ Hermitage Red

Il Timeless Six+ Hermitage Red rappresenta una delle interpretazioni più compiute del linguaggio Coravin, in cui tecnologia e design raggiungono un equilibrio maturo. La finitura Hermitage Red, profonda e compatta, richiama immediatamente l’universo dei grandi rossi da lungo invecchiamento, evocando l’idea di tempo, stratificazione e rispetto assoluto per la bottiglia. Non un colore decorativo, ma una scelta identitaria, pensata per dialogare con il contesto del servizio e con l’estetica della cantina contemporanea.

Il modello Six+ segna un passaggio chiaro verso una dimensione più professionale e consapevole: materiali più solidi, una presa più sicura, una presenza scenica che lo rende riconoscibile sul banco di servizio come sul tavolo di degustazione. È uno strumento che si inserisce con naturalezza nei ristoranti di alta gamma, nelle enoteche evolute e nelle collezioni private, dove il gesto del servizio è parte integrante dell’esperienza.

Come sottolinea Greg Lambrecht, fondatore e inventore di Coravin, «l’obiettivo non è mai stato cambiare il vino, ma cambiare il modo in cui ci relazioniamo ad esso, rispettandone il tempo». Il Timeless Six+ Hermitage Red incarna perfettamente questa visione: un oggetto che non cerca protagonismo, ma accompagna il vino nel suo ritmo naturale, permettendo una fruizione più libera, misurata e responsabile. In questo senso, Coravin non è più soltanto uno strumento, ma un codice di comportamento nel servizio del vino.

9. Dior x Château d’Yquem – L’Or de Vie

La linea skincare L’Or de Vie nasce dalla collaborazione tra Dior e Château d’Yquem ed è il risultato di un percorso di ricerca sviluppato direttamente nel vigneto di Yquem. Al centro del progetto c’è lo studio della linfa della vite, raccolta in momenti specifici del ciclo vegetativo e analizzata per le sue proprietà rigenerative. Il vigneto viene così considerato non solo come luogo di produzione del vino, ma come vero e proprio spazio di osservazione scientifica.

La ricerca è condotta dai laboratori Dior Science in collaborazione con il team di Château d’Yquem e si basa su un approccio che rispetta i tempi della natura e la stagionalità della pianta. Le formule della linea L’Or de Vie integrano questo lavoro di studio in una gamma skincare pensata per la rigenerazione e la longevità della pelle, mantenendo un legame diretto con l’origine agricola della materia prima.

Il progetto supera la logica della semplice collaborazione di immagine e propone un’idea di lusso fondata su competenza, precisione e durata. L’Or de Vie valorizza il patrimonio del vigneto oltre il vino, trasformandolo in conoscenza e ricerca applicata, e collocando Château d’Yquem al centro di una visione contemporanea del lusso, attenta al tempo e alla qualità.

10. Enoteca Pinchiorri x Savini Tartufi – Le Noir

Le Noir è una crema di tartufo nero pregiato realizzata in edizione limitata di 500 vasetti, sviluppata dagli chef di Enoteca Pinchiorri in collaborazione con Savini Tartufi, una delle realtà storiche di riferimento nel panorama internazionale del tartufo. Il progetto nasce dall’incontro tra alta cucina e profonda conoscenza della materia prima, con l’obiettivo di tradurre un ingrediente iconico in un prodotto gastronomico capace di restituirne intensità ed equilibrio.

La lavorazione è pensata per preservare le caratteristiche aromatiche del tartufo nero, mantenendo una struttura pulita e misurata, coerente con il linguaggio culinario di Enoteca Pinchiorri. Come sottolinea Riccardo Monco, chef di Enoteca Pinchiorri, «l’idea era quella di creare un prodotto che parlasse di tartufo senza eccessi, rispettandone il profilo naturale e la sua eleganza».

Le Noir non è concepito come prodotto di largo consumo, ma come oggetto gastronomico consapevole, in cui la tiratura limitata sottolinea il valore del processo, della competenza e del tempo. Un progetto che unisce rigore culinario, qualità assoluta della materia prima e senso della misura, trasformando il tartufo in un gesto di cucina e di cultura, più che in una semplice espressione di lusso.

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